| Elezioni chiuse, cantiere del nuovo partito più aperto che mai |
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| martedì 30 giugno 2009 | |
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Si è tenuta ieri a Grosseto, nella sede di Via Monterosa, la terza seduta del Coordinamento provinciale del PDL. Le due precedenti sedute si erano svolte in un clima frenetico, di piena campagna elettorale. Stavolta è stata l'occasione per un momento di riflessione, con lo sguardo già rivolto ai prossimi impegni. Ha introdotto il coordinatore Luca Agresti, che, prima di tutto, ha rinnovato un ringraziamento sincero, di cuore, a tutti coloro che si sono esposti in prima persona, che hanno speso e si sono spesi, che hanno lavorato e militato: da Alessandro Antichi e Simone Turini a tutti gli altri candidati; dalla segreteria generale assicurata da Lorenzo Querci e Andrea Di Meglio, al lavoro di Giacomo D'Onofrio, Mauro Vaiani, Benedetta Bellini, Gian Luca Ancarani; tutti gli eletti e i dirigenti; tutti coloro - in particolare Lucia Bonelli, Giacomo Cerboni, Maurizio Romani, Alessandro Ulmi - che si sono impeganti per coordinare e allargare la rete dei rappresentanti di lista. Poi Luca Agresti ha ricordato i passi avanti registrati dal PDL: primo partito in provincia; più forte della media toscana e della media nazionale; secondo solo a quello di Lucca, fra le province toscane; i tre comuni dove c'è stata l'alternanza; altri sei comuni dove si sono create le condizioni per una competizione davvero alla pari; lo straordinario entusiasmo che si è mobilitato attorno a Turini a Follonica; gli effetti positivi della candidatura Antichi per radicare il partito sul territorio, per mobilitare persone ed energie nuove, per approfondire e rendere sempre più apprezzata una cultura di governo, una capacità di presentarsi autorevolmente come alternativa praticabile alla vecchia sinistra. Non c'è "caccia alle streghe" per le mancate vittorie, ha concluso Luca Agresti, perché il nostro nuovo partito sta andando avanti, anche se a piccoli passi. Alessandro Antichi ha ripercorso le tappe di un grande sforzo collettivo, dove è stato felice di spendersi in prima persona, come candidato unificante e mobilitante, necessario per far partire bene il nuovo PDL. Le due storie diverse e i due mondi per tanti aspetti incomunicanti delle vecchie FI e AN, in una provincia dove pure si sono avute e si hanno responsabilità di governo, sono riuscite a diventare una storia sola, una struttura, una organizzazione che, sia pure allo stato nascente, ha già dato buona prova. La posta in gioco era quella di uscire dall'isolamento, dalle identità minoritarie, dal mondo dei desideri, per entrare nella realtà, come forza politica credibile, forte, capace di rappresentare per il popolo sovrano una alternativa praticabile di governo. Questo obiettivo è stato raggiunto. La controprova in politica è sempre difficile, perché le elezioni non si possono ripetere, ma la paura di perdere, finalmente, in provincia, a Follonica e in molti altri comuni, i nostri avversari la hanno provata davvero. Ovunque il PDL, in prima persona o attraverso progetti di allargamento e inclusione civica, ha portato una proposta incommensurabilmente più forte che in passato. Non ci sono limiti alle possibilità di critica, ha osservato Antichi: praticamente tutto poteva essere fatto in modo migliore, spendendo meno, coinvolgendo più persone, ottenenendo risultati più visibili, ma questo è esattamente ciò che accade a una organizzazione che c'è, che ha fatto sul serio, che ha sicuramente sbagliato tanto perché ha fatto tanto, come non era mai accaduto nel nostro passato di centrodestra locale, né nel 1997, né nel 2001, tantomeno nel 2004 e nel 2005. Fra i tanti problemi e i tanti limiti che ancora abbiamo, ha aggiunto Antichi, c'è la nostra forte difficoltà a restare in sintonia con un elettorato che è tifoso della politica, ma solo di quella che lo tocca davvero: i grandi temi nazionali e i grandi vitali temi del proprio Comune. Al contrario, far impegnare la nostra gente sulla Provincia - che fra l'altro abbiamo confermato di voler abolire - ma anche sulla Regione, è stato difficile e lo sarà ancora in futuro. Il nostro non è un elettorato che "dipende" dall'intervento e dall'efficienza della mano pubblica. La nostra gente si entusiasma solo quando ci vede diminuire i costi e l'invadenza della politica. Abbiamo sopravvalutato, ha ammesso Antichi, la capacità del nostro elettorato di comprendere il nostro sforzo di far funzionare davvero l'esistente. Tutti i dati che sono stati esaminati, hanno dimostrato, anche ai più pessimisti e a tutti coloro che si battono il petto perché il risultato sul proprio territorio non è stato esaltante, che gli elettori hanno votato per noi, per la Provincia, più o meno come alle passate provinciali e regionali, anzi quasi sempre di più. L'astensionismo che ci ha colpito è quello dei trend nazionali. Non ci sono fenomeni visibili e credibili di astensionismo locale, o, se ci sono, i loro effetti sono stati davvero modesti. Molto più delicata è stata, per tutti, la riflessione sui dati della partecipazione al ballottaggio. Antichi ha ricordato che, dal primo al secondo turno, Marras è sceso dai 61.000 ai 54.000 voti, mentre lui è sceso dai 53.000 ai 42.000. Se l'elettorato di Antichi fosse tornato tutto a votare al secondo turno, lo scrutinio sarebbe stato davvero, come era nelle attese, al cardiopalma. Marras, infatti, dopo il primo turno, non ha attratto niente, anzi ha perso pezzi. Ha vinto perché ha perso molto di meno di noi. Quasi tutti coloro che oggi sono impegnati nel PDL e buona parte del nostro elettorato non ci ha creduto, è rimasta a casa. Questa lezione va imparata perché nelle prossime occasioni, il nostro partito, la nostra area politica, la nostra gente, si facciano trovare meno impreparate. Simone Turini, che è stato circondato dall'affetto e dalla gratitudine di tutti, ha, a sua volta ringraziato tutti, in particolare Alessandro Antichi, che gli è stato vicino soprattutto nelle prime delicate settimane in cui tutta la campagna doveva essere impostata. Ha parlato del benefico bipartitismo che si è realizzato nella composizione finale del Consiglio comunale di Follonica. Gian Luca Ancarani ha informato sulle risorse locali che sono state generosamente messe a disposizione della campagna dai nostri sostenitori sul territorio. Monica Faenzi si è messa a disposizione per un lavoro per il nostro rafforzamento nei territori dove la nostra opposizione deve essere unificata e rinnovata. Andrea Agresti ha ringraziato Alessandro Antichi della capacità critica e autocritica e della disponibilità al lavoro e all'impegno - anche quello più ingrato - che ancora una volta ha dimostrato. Laura Cutini e tanti altri esponenti si sono offerti per lavorare di più, allargare di più le basi organizzative, finanziarie, culturali, politiche del partito. Arturo Cerulli ha ribadito la sua intenzione di lavorare con grande umiltà nel cantiere della formazione di un partito che, se ci fosse stato, avrebbe avuto qualche capacità in più di mobilitazione anche all'Argentario. Sono venute fuori anche le delusioni e i cattivi umori, di coloro che, come Massimo Ussia, speravano che prendessimo di più, ma, come ha ricordato per tutti il sindaco di Roccalbegna, Aldo Scoccati, sarebbe inappropriato recriminare o sottrarsi al lavoro comune, dopo aver voluto fortemente questa avventura tutti insieme e tutti insieme averne gestito i passaggi decisivi. * * * |
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