Il lato oscuro di Internet, cioè di noi stessi PDF Stampa E-mail
martedì 15 dicembre 2009
Possiamo, anche o forse soprattutto noi Toscani, nasconderci dietro il nostro "la mamma dei grulli è sempre incinta"? Dovremmo continuare a essere indulgenti con la nostra gente diffidente che così facilmente si lascia scappare un "Berlusconi b..a"? O forse è il caso di lanciare un allarme, proprio da questa nostra terra così antiberlusconiana, sempre così freddina con tutto ciò che ci arriva da fuori, specialmente nel campo politico? Segnaliamo, mentre invitiamo tutti a riflettere, un ottimo intervento di Gian Antonio Stella, dal Corriere on line.



Davvero «in democrazia un cittadino deve avere il diritto di dire le sciocchez­ze più grandi che crede», come teorizzò nel 2003 l’al­lora ministro della Giusti­zia Roberto Castelli metten­dosi di traverso alla legge europea che voleva ridefini­re i reati di razzismo e xe­nofobia? Roberto Maroni, vista l’immondizia che tra­bocca online a sostegno dell’uomo che ha scaraven­tato una statuetta in faccia a Silvio Berlusconi (c’è chi si è spinto a scrivere: «Gli doveva rompere il cranio a quel testa d’asfalto!») pen­sa di no. E ha ragione. Se è vero che la nostra libertà fi­nisce là dove inizia la liber­tà degli altri, anche la liber­tà di parola, cioè il bene più prezioso dell’oro in una democrazia, ha un li­mite. Che non è solo il buon senso: è il codice pe­nale...

Leggi tutto direttamente alla fonte: Corriere della Sera - 15/12/2009 - Gian Antonio Stella - Il lato oscuro di Internet

 
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